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Il Monte Pisano offre al turista che vi si avventuri non soltanto l’emozione di suggestivi scorci naturalistici, ma anche la possibilità di scorgere le vestigia di un illustre passato, di visitare chiese e palazzi di eccezionale bellezza.

All’interno del Comune di Buti segnaliamo il Teatro intitolato a Francesco di Bartolo, edificato nel rispetto delle esigenze delle Accademie arcadi del ‘700, ovvero con i palchetti su due ordini. Giunti nel borgo di Castel Tonini ci imbattiamo nella Villa medicea, la quale altro non è che il palazzo settecentesco dei Tonini, da cui il borgo prende nome. Il palazzo è elegantemente affrescato da Pietro Giarré, pittore che operò a Buti (1770-1791) e alla Certosa di Calci. Nei pressi di Panicale, invece, si scorge la chiesa romanica di S. Maria della Neve (XI sec.).

Merita sicuramente una visita accurata il borgo di Vicopisano, che si sviluppa attorno al castello eretto sulla sommità della collina durante il secolo X. Nel corso del tempo il castello medievale, adesso proprietà privata, ha subito molte modifiche e restauri, ed oggi poco rimane delle strutture originarie. L’aspetto del castello cominciò a mutare nel ‘400, quando i Fiorentini decisero di progettare una nuova rocca e ne diedero l’incarico a Brunelleschi (1377-1446). Dell’imponente fortilizio fiorentino sopravvivono il cassero con la torre detta il Cavaliere (la vera e propria Rocca), la Torre del Soccorso o di Guardia, e il muraglione di raccordo fra le due torri.

Delle cinque porte che in passato si aprivano nel circuito murario, oggi è visibile solo quella del Riale o Reale (Torre delle Quattro Porte), in corrispondenza della strada per Lucca (secc. XII-XV). Certo non meno interessante è il Palazzo Comunale o della Cancelleria che, frutto dell’aggregazione di vari edifici, si è andato costituendo a partire dal 1661 ed è stato rafforzato dalle due torri “gemelle” merlate (XII sec.). Il Palazzo Pretorio, posto in alto sul colle sotto la rocca castellana, appare invece come un complesso a pianta poligonale irregolare, nato dall’aggregazione di vari edifici attorno ad un nucleo costituito da un imponente edificio abitativo medievale. Esso è strutturato su tre piani: al piano terreno stanno le celle delle prigioni, al primo le sale di rappresentanza ed infine, al terzo, i locali di servizio ed altri adibiti a prigione. Nei dintorni di Vico sono poi da vedere la chiesa di Sant’Iacopo di Lupeta, a navata unica, di probabile origine longobarda e la Rocca della Verruca. Questa fu complesso architettonico militare, il cui nucleo più antico data attorno all’VIII sec., mentre oggi restano visibili le sovrastrutture dei secoli XIV e XV e le massicce bastionature angolari.

Nel centro di Calci dobbiamo fare una sosta alla Pieve intitolata a S. Giovanni Evangelista (sec. XII), bell’esempio di stile romanico. Presenta una struttura a tre navate ed è dotata di un campanile, purtroppo incompiuto, sul quale spicca una testa di Giove Ammone. Di straordinario pregio e indiscutibile valore artistico è il complesso monastico della Certosa, fondato nel 1366 grazie al lascito di un mercante armeno. La Certosa risulta formata da un complesso di edifici che si sono aggiunti e sovrapposti nel corso dei secoli, e che adesso mostrano chiari tratti barocchi. Il nucleo più antico è costituito dal recinto iniziale, dalla chiesa, dal chiostro, dal refettorio, dalla sala di riunione del capitolo e dalla foresteria. Oggi, sede dei due musei Storico-Artistico e di Storia Naturale e del Territorio, è passata sotto la diretta tutela della Soprintendenza di Pisa ed è in parte gestita dall’Università di Pisa.

Se trascorriamo una vacanza in questi piacevoli luoghi è d’obbligo recarsi nel borgo di San Giuliano Terme, per ammirare i resti dell’acquedotto di Caldaccoli e quelli dell’acquedotto mediceo (1592-1613), nei pressi di Asciano. Quest’ultimo si snoda attraverso 954 arcate, ed un tempo conduceva a Pisa l’acqua proveniente dalle sorgenti della Valle delle Fonti.

Le Terme, tuttora situate nel palazzo settecentesco (1744) realizzato da Ignazio Pellegrini, offrono la possibilità di effettuare trattamenti benessere per il recupero della forma fisica e la cura della bellezza. Esse si aprono sulla piazza intitolata al poeta P. B. Shelley (1792-1822), che qui risiedette con la famiglia nel 1820.

Ma, una volta a San Giuliano, saremo catturati dal fascino di due perle del romanico pisano: la Pieve di S. Marco a Rigoli (secc. X–XIII) e la Pieve di S. Giovanni Battista e S. Maria a Pugnano (sec. XI).

Di pari bellezza è la Pieve di Santa Maria (secc. XI-XII) di Cascina, collocata nella piazza “della chiesa” accanto ad altri edifici religiosi come la Cappella del Sacramento, comunicante con la pieve, l’Oratorio di S. Croce, un tempo adibito a battistero, ed il campanile. Di fronte alla Pieve spicca Palazzo Stefanini, appartenuto alla omonima famiglia cascinese dal 1647 al 1841. Il palazzo, adesso sede della Misericordia, conserva al suo interno ricche decorazioni in stile barocco. L’Oratorio di S. Giovanni Battista (fine XIV sec.), commissionato dal cavaliere gerosolimitano Bartolo Palmieri, racchiude invece un ciclo di affreschi raffiguranti storie dell’Antico Testamento, attribuibili a Martino di Bartolomeo.

Anche Vecchiano racchiude una chiesa di origini romaniche, la Pieve di S. Alessandro, distrutta alla metà del ‘300 insieme alla cinta muraria e alla Torre Difensiva, e successivamente riedificata. Voltandosi a nord, su un’altura si scorge la chiesa di S. Maria in Castello, anticamente sede di una fortezza. Torna Indietro
Foto della Chiesa di San Miniato in Marcianella a Casina Foto della Pieve di San Casciano a Cascina Foto della Pieve di San Casciano a Cascina Foto della Pieve di San Casciano a Cascina Foto della Pieve di San Casciano a Cascina Foto della Pieve di San Casciano a Cascina